menu principale
06 agosto 2021

Estintori a schiuma: composizione, funzionamento, manutenzione

Estintori a schiuma: come si compongono, che caratteristiche ha l'agente estinguente e manutenzione obbligatoria

Estintori
In questo articolo approfondiamo il tema degli estintori a schiuma, che trovano applicazione nei fuochi di classe A - ovverosia quelli scaturiti da materiali solidi -  e fuochi di classe B - ovvero gli incendi causati da liquidi infiammabili.

La composizione degli estintori a schiuma e il loro funzionamento

Gli estintori a schiuma, il cui primo esemplare risale agli inizi del Novecento, e precisamente in Russia, sono costituiti da un serbatoio in lamiera di acciaio, che contiene un liquido schiumogeno diluito in acqua, la cui percentuale è variabile tra il 3% e il 10%. Il meccanismo di erogazione è composto da un tubo che alla sua estremità è dotato di una lancia con dei fori per l’ingresso dell’aria. Nel momento in cui l’estintore viene messo in azione, da questi fori entra l’aria che, mescolandosi con il liquido, produce la schiuma estinguente.
Gli estintori a schiuma possono essere portatili o carrellati: i primi possono avere una capienza massima di 9 litri, mentre i secondi - che necessitano di un operatore per il trasporto e di uno per l’azionamento degli stessi - hanno una capienza che può variare da 50 a 150 litri.
 

Estintori a schiuma: le caratteristiche peculiari dell’agente estinguente

Si distinguono due diverse tipologie di schiuma:
  1. chimica, che si basa sulla reazione base - acido e che si utilizza rovesciando l’estintore e contemporaneamente dando un colpo a terra in modo che le due sostanze si incontrino andando a formare la schiuma
  2. meccanica, con CO2 ,per espellere il liquido schiumogeno

Qualunque sia la tipologia di schiuma adoperata, vi sono alcune caratteristiche tecniche che vanno rispettate. Innanzitutto, il peso specifico della schiuma deve sempre essere inferiore a quello dei liquidi su cui viene utilizzata, affinché la prima possa galleggiare sui secondi, agendo su di essi come isolante e separatore. In secondo luogo, la schiuma non deve contenere sostanze corrosive o ad alta tossicità, deve essere il più possibile omogenea e stabile alle alte temperature. Infine, la schiuma estinguente deve essere dotata di una certa “elasticità”: deve cioè essere in grado di dilagare ed espandersi il più rapidamente possibile su piani sia verticali sia orizzontali.
Estintori a schiuma

Classe di incendi ed estintori a schiuma

Esistono differenti tipologie di incendio classificate in base al tipo di materiale dal quale i fuochi hanno avuto origine e sul quale si sono espansi. La suddivisione prevede:
●    classe A, fuochi provenienti da materiali solidi (esclusi i metalli)
●    classe B, incendi provenienti da liquidi e solidi liquefatti
●    classe C, fuochi generati da sostanza gassose
●    classe D, fiamme generate da metalli combustibili
●    classe F, fuochi provenienti da oli e grassi di apparecchiature da cottura
Vi è poi una ex classe E, non più presente nella classificazione CEN, che fa riferimento a incendi scaturiti da apparecchiature elettriche in tensione. Per ognuna di queste diverse classi è consigliato l’utilizzo di specifici agenti estinguenti che possano contrastare al meglio le fiamme ed eventualmente non danneggiare ciò che si trova in loro presenza, come macchinari o archivi di documentazione cartacea. Nel caso degli estintori a schiuma, il loro utilizzo è suggerito rispettivamente per incendi di classe A, B ed F ambiti nel quale la loro composizione ha una efficacia maggiore sull’origine dei fuochi. Si consiglia quindi di valutare accuratamente gli ambienti lavorativi e domestici al fine di identificare i potenziali rischi che potrebbero fare sorgere un incendio e di conseguenza fornirsi degli adeguati dispositivi di protezione dalle fiamme. Ricordiamo che gli estintori a schiuma sono disponibili sia portatili che carrellati così da poter coprire fuochi di entità crescente.

La manutenzione degli estintori a schiuma

La norma UNI 9994-1:2013, intitolata “apparecchiature per estinzione incendi - estintori di incendio - parte 1: controllo iniziale e manutenzione”, prescrive la periodicità degli interventi di manutenzione e le modalità della loro esecuzione. In particolare, anche per gli estintori a schiuma sono previste 4 fasi:
  • sorveglianza
  • controllo
  • revisione
  • collaudo
La sorveglianza è effettuata da personale interno all’azienda e la sua periodicità è stabilita dalla persona responsabile in relazione al rischio di incendio presente.
Il controllo periodico, la revisione programmata e il collaudo sono tutti effettuati da personale esterno specializzato e riconosciuto. Nello specifico, per quanto riguarda gli estintori a schiuma, la revisione programmata include anche la ricarica e/o la sostituzione dell’agente estinguente.
Articoli correlati
torna al blog
Autore
Articolo scritto da: PROTEGGI
CONDIVIDI
Articoli recenti
Estintori
Estintori a polvere: pressurizzati o con bombolina interna?
PROTEGGI 20 settembre 2021
Impianti antincendio
L'impianto a Sprinkler, sistema automatico antincendio
PROTEGGI 09 settembre 2021
Impianti antincendio
Impianto di rivelazione incendio: definizione e composizione
PROTEGGI 26 agosto 2021
Articoli popolari
Estintori a polvere
  • Estintori
Estintori a polvere: pressurizzati o con bombolina interna?
PROTEGGI20 settembre 2021
Un erogatore dell\'impianto a Sprinkler
  • Impianti antincendio
L'impianto a Sprinkler, sistema automatico antincendio
PROTEGGI09 settembre 2021