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31 maggio 2021

L'impianto a Sprinkler, sistema automatico antincendio

Le caratteristiche dell'impianto Sprinkler: le componenti, le funzionalità, la manutenzione.

Impianti antincendio

Che cosa è un impianto Sprinkler?

Partiamo dall'inizio, sprinkler in inglese significa “spruzzatore”. Si tratta di un sistema automatico antincendio a pioggia. Analizziamo bene questa definizione.
- sistema automatico significa che non ha bisogno dell'intervento dell'uomo per funzionare, tutto avviene in modo autonomo;
- antincendio quindi lo scopo di questo impianto è l'estinzione, o perlomeno il controllo, di un incendio, in modo tale da contenere la situazione fino all'arrivo dei mezzi di soccorso che termineranno le operazioni;
- a pioggia perchè l'impianto Sprinkler è posizionato sul soffitto, in modo verticale rispetto alla superficie dell'ambiente che deve proteggere. Al momento del funzionamento libera l'acqua sotto forma di goccioline (ecco perchè “a pioggia”).

Le caratteristiche strutturali dell'impianto Sprinkler

Questo tipo di impianto antincendio necessita di un sistema di tubazioni con alimentazione idrica su misura, dalle pareti deve salire fino al soffitto o alla copertura dove vengono posizionati gli ugelli erogatori. In base alla grandezza dell'ambiente, si installano uno o più sprinkler (nella maggior parte delle situazioni ne bastano quattro, ma in luoghi particolarmente pericolosi e con rischio incendio alto, è possibile installarne fino a dodici), generalmente un erogatore copre una superficie tra i 9 e i 20 mq.
Le tubazioni per il passaggio dell
Le tubazioni per l'alimentazione idrica dell'impianto Sprinkler

Gli elementi che compongono l'erogatore di acqua

L'erogatore nell'impianto Sprinkler è la struttura più importante, quella che distribuisce l'acqua sulle fiamme. Vediamo insieme quali sono gli elementi costitutivi:
  • il CORPO
    è la struttura esterna dell'erogatore, quella che collega le tubazioni al tappo e all'elemento termosensibile. Esistono finiture standard per questo elemento, generalmente in ottone, ma è possibile anche personalizzarle se esistono delle particolari esigenze estetiche. La cosa importante è scegliere sempre vernici in grado di resistere alla corrosione.
  • L'ELEMENTO TERMOSENSIBILE
    questo è la chiave di tutto l'impianto, l'elemento che provoca l'attivazione del sistema antincendio. In condizioni normali ha il compito di tenere il tappo nella posizione prestabilita, quindi impedire all'acqua di fuoriuscire. Quando invece viene rilevato un aumento del calore, al raggiungimento di una temperatura tra i 57°C e i 77°C il bulbo di vetro (o la lega metallica fusibile) si rompono e provocano la caduta del tappo con la conseguente fuoriuscita di pioggia.
    Il tradizionale sprinkler ha un tempo di reazione dai 3 ai 4 minuti, è però possibile installare dei sistemi a risposta rapida, quindi con tempi più brevi, nel caso vi sia un alto rischio antincendio, un probabile danno ingente ad attrezzatura o materiale o altre considerazione in fase di progetto.
     
  • IL TAPPO
    ha il compito di trattenere l'acqua in fase passiva e di consentirne la fuoriuscita in fase attiva. E' tenuto in posizione dall'elemento termosensibile, quest'ultimo rompendosi fa sì che il tappo cada ed esca l'acqua.
     
  • IL DEFLETTORE
    questo elemento fraziona il flusso d'acqua, provoca l'effetto “pioggia” in modo tale da dare all'agente estinguente una maggiore capacità.

Focus sull
L'erogatore dell'impianto a Sprinkler

Come funziona l'impianto Sprinkler?

Abbiamo detto che è un sistema automatico, quindi si attiva in modo autonomo al verificarsi di particolari condizioni. In caso di incendio, ad esempio, è il calore (quindi la temperatura che si alza) o la presenza del fumo a provocare l'apertura degli erogatori direttamente sopra all'area in questione.
 

Il problema del freddo

L'impianto a Sprinkler è, per ovvie ragioni, molto sensibile al rischio gelo. In fase di progettazione è importante tenere questo fattore in seria considerazione. Esistono infatti altre tipologie di impianti che non utilizzano l'acqua come agente estinguente (ad esempio quello a secco che usa aria in pressione) ma l'affidabilità e l'efficienza di questo impianto ad umido lo rende il migliore, quasi sempre.
Esistono dei liquidi antigelo che devono essere miscelati all'acqua (perfetti per impianti non troppo grandi) oppure si opta per cavi elettroscaldanti da installare lungo le tubazioni (che necessitano però di linee elettriche separate e monitorate.

La manutenzione dell'impianto Sprinkler

Il manutentore per gli impianti antincendio Sprinkler
Il tecnico della manutenzione degli impianti Sprinkler

Riferimenti normativi
Art 4 D.M. 64 del 10/03/1998
UNI EN 12845

Come tutti gli impianti antincendio, anche quello a Sprinkler deve subire una frequente manutenzione, allo scopo sia di assicurare il funzionamento corretto in caso di emergenza, sia di evitare spiacevoli “falsi allarmi” che potrebbero danneggiare inutilmente materiali, prodotti e strutture.
  • Il CONTROLLO INIZIALE consiste nella verifica, da parte di un'azienda specializzata, di tutta la documentazione, tra cui la mappa di tutto l'impianto, la posizione delle valvole, i punto di ispezione, la certificazione della conformità
  • La SORVEGLIANZA è a cura di un responsabile interno e prevede dei controlli settimanali e mensili sulla pressione, sui livelli dell'acqua e su altre semplici azioni che comunque necessitano di una formazione specifica.
  • CONTROLLO E REVISIONE a cura dell'azienda specializzata esterna

LE TEMPISTICHE:
- ogni 3 MESI valutazione del pericolo, ispezione delle valvole, degli sprinkler, delle tubazioni, dei sostegni, delle alimentazioni idriche e dei ricambi disponibili;
- ogni 6 MESI ispezione delle valvole di allarme a secco, del collegamento con la stazione dei Vigili del Fuoco, delle dotazioni di scorta;
- ogni 1 ANNO prova della portata della pompa, del mancato avviamento del vapore, delle valvole galleggianti, delle camere di aspirazione e dei filtri per la pompa;
- ogni 3 ANNI verifiche sui serbatoi e su tutte le valvole;
- ogni 10 ANNI interventi di pulizia, impermeabilizzazioni ed esami delle riserve idriche

L'azienda Proteggi della provincia di Milano è leader su tutto il territorio nazionale nella progettazione, realizzazione e successiva manutenzione di impianti antincendio di qualsiasi tipologia, anche di impianti Sprinkler. Contattateci per saperne di più.
Il calore è la condizione di funzionamento del sistema
L'aumento della temperatura provoca l'azionamento dello Sprinkler

Tipologie di impianto antincendio Sprinkler

1.    Umido
Sono i sistemi antincendio più comuni, quelli con le tubazioni riempite con acqua in pressione. Come abbiamo detto all'inizio, è l'aumento della temperatura causato dal calore dell'incendio a provocare l'apertura degli erogatori Sprinkler situati direttamente sopra alla zona interessata. L'acqua continua ad uscire fino alla chiusura della valvola di controllo.

2.    Secco
In questo caso, le tubature vengono riempite di aria in pressione e non acqua. E' presente una “valvola a secco” che evita l'ingresso dell'acqua nelle tubazioni fino al momento dell'attivazione dello Sprinkler. Questo impianto è perfetto per ambienti non riscaldati o refrigerati, in tutte quelle situazioni in cui l'acqua presente nelle tubature si congelerebbe.

3.    Preallarme
Questi impianti antincendio Sprinkler hanno bisogno di un “doppio consenso” per erogare l'acqua. Le tubazioni sono riempite solamente con aria (non in pressione e non acqua). L'apertura della valvola di controllo è comandata da un impianto di rivelazione incendio esterno.
Quando si progetta questo tipo di sistema? In tutti gli ambienti in cui il danno dell'acqua provocato da una rottura accidentale o da un falso allarme sarebbe davvero grave. Ovviamente, questo impianto è maggiormente complesso, ma garantisce una protezione aggiuntiva non indifferente.
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Articolo scritto da: PROTEGGI
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