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12 marzo 2021

Tutto ciò che dovete sapere sugli estintori a CO2

Panoramica generale sugli estintori a CO2: efficacia, precauzioni nell'utilizzo, classificazione e manutenzione.

Estintori
Oggi parliamo in modo approfondito degli estintori a CO2, ovverosia di quelli ad anidride carbonica, la cui azione di agente estinguente si sviluppa in raffreddamento e soffocamento o inibizione dell’ossigeno. Per le loro caratteristiche, queste tipologie di estintori risultano pienamente efficaci in caso di fuochi di classe B, C ed ex classe E, che andiamo brevemente ad illustrare:

- classe B: sono i fuochi provocati da materiali liquidi come la benzina o l’alcol
- classe C: sono i fuochi provocati da materiali gassosi
- ex classe E: sono i fuochi generati in apparecchiature elettriche in tensione, quali trasformatori, alternatori, interruttori, quadri elettrici. Essere sotto tensione è solo una condizione, ed è per tale ragione che, attualmente, la ex classe E non è considerata dalla normativa europea una classe di fuoco. Oggi esiste un'apposita etichetta, apposta sull'estintore, che identifica se è possibile utilizzarlo su apparecchi in tensione oppure viene riportata la dicitura "utilizzabile su apparecchiature in tensione".
 

Efficacia dell’anidride carbonica sul fuoco

Gli estintori a CO2 sono dotati di una bombola d’acciaio. All’interno del serbatoio si trova l’anidride carbonica, compressa in uno stato liquido: una volta premuta la leva, viene aspirata aria dall’interno e il liquido che ne fuoriesce diviene una semplice neve carbonica in grado di domare l’incendio. La neve carbonica è l’anidride carbonica trasformatasi in stato solido - il cosiddetto ghiaccio secco -  che, dopo pochissimo tempo, si sublima, trasformandosi in uno stato aeriforme senza lasciare alcun residuo.
 

Tipologie di estintori a CO2

Gli estintori a CO2 possono essere:

1. portatili
2. carrellati


Proteggi vi propone estintori portatili da 2 o 5 kg, ed estintori carrellati da 18, 27 o 54 kg.
I primi sono dotati di una sicura maniglia per il sollevamento e per la presa e, inoltre,di una base di appoggio per depositarli in sicurezza. I secondi sono dotati di un carrello, di due ruote bilanciate e di una struttura con maniglia per permetterne il trasporto.

 

Precauzioni nell’uso degli estintori a CO2

Il dispositivo di scarica dell’estintore a CO2 è composto da un tubo ad alta pressione collegato ad un cono diffusore realizzato in materiale sintetico PVC - resistente agli shock termici - con la presenza di un impugnatura, per evitare all’operatore eventuali ustioni da freddo: la repentina fuoriuscita del gas dall’estintore e la conseguente evaporazione, infatti, provoca un brusco abbassamento della temperatura (-78°C). A causa di questo abbassamento di temperatura, le parti metalliche dell’estintore divengono freddissime e pericolose se toccate con mano scoperta dall’operatore.


Corretta collocazione degli estintori a CO2

Come ogni dispositivo atto alla sicurezza di persone ed immobili, anche gli estintori a CO2 devono essere posizionati correttamente in modo da poter essere utilizzati repentinamente in caso di necessità. Le linee guida per una collocazione ottimale tengono in considerazione differenti aspetti che sono:
1. accessibilità
2. segnalazione
3. numero di dispositivi

La prima caratteristica per poter utilizzare repentinamente gli estintori a CO2 è che questi siano accessibili e non vi siano altre strutture o oggetti che ne rendono difficoltosa l’estrazione. Durante la manutenzione questo sarà uno degli aspetti che verrà rilevato e nel caso, corretto se dopo la prima installazione siano stati aggiunti vicino al dispositivo altri elementi che potrebbero intralciarne il rapido accesso.
La seconda caratteristica è quella di essere provvisti di opportuni segnali informativi che ne indichino la presenza e ne diano semplici istruzioni. Questi dovranno poter essere chiaramente leggibili e facilmente interpretabili così da poter essere di aiuto in situazioni di emergenza.
L’ultima caratteristica è quella della distribuzione degli estintori a CO2 rispetto all’area che dovranno coprire. Se il perimetro risulta molto esteso, sarà necessario dotarsi di molteplici dispositivi antincendio, al fine di garantire una copertura efficace e completa di tutto l’immobile. In questo modo si potrà assicurare la protezione di ambienti e persone nel caso in cui dovesse insorgere un incendio.
 

Manutenzione degli estintori a CO2

La norma tecnica di riferimento per la manutenzione degli estintori in generale è la UNI 9994-1:2013, che prevede 4 fasi:

- sorveglianza
- controllo
- revisione
- collaudo


Per quanto attiene, nello specifico, agli estintori a CO2 la revisione, che consiste nell’esecuzione, da parte di personale esterno specializzato e riconosciuto, di una serie di accertamenti ed interventi per verificare e rendere perfettamente efficiente l'estintore, va effettuata ogni 5 anni. Il collaudo, invece, consiste in una misura di prevenzione atta a verificare, da parte di personale esterno specializzato e riconosciuto, la stabilità dell’involucro tramite prova idraulica e la sua periodicità è fissata attualmente in 10 anni.
Il tecnico della manutenzione estintori
Manutenzione estintori: il tecnico professionista
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Articolo scritto da: PROTEGGI
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